giovedì, 25 maggio 2017
  • giovani nei metodi

  • concreti nei risultati

  • leggeri nella forma e nel prezzo

Il regime di adempimento collaborativo ha introdotto nuove modalità di confronto con l’Agenzia delle Entrate. Ma “aprirsi” a una terza parte che ha l’autorità per imporre sanzioni richiede un sistema di rilevazione impeccabile. Per evitare sorprese, il Tax Control Framework è uno strumento essenziale

Il “regime di adempimento collaborativo” o “Cooperative Compliance” è stato istituito con il decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, rubricato Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 (d. lgs. 128/2015). Possono aderirvi i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale, inteso quale rischio di operare in violazione di norme di natura fiscale o in contrasto con i princìpi o con le finalità dell’ordinamento tributario.

Articolo 4: requisiti

L’articolo 4 del decreto disciplina i requisiti per l’adesione al sistema; infatti il contribuente che aderisce al regime deve essere dotato, di un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.

Il sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale prevede, con cadenza almeno annuale, l’invio di una relazione agli organi di gestione per l’esame e le valutazioni conseguenti.

Articolo 5: doveri

L’articolo successivo, con un approccio a tal punto moderno da dimenticare di essere nel nostro Paese, chiarisce quali siano i doveri delle parti, una volta adottato il regime, sia per l’Agenzia delle Entrate che per i contribuenti i seguenti impegni:

Meglio prevenire

Il regime di adempimento collaborativo introduce, in altre parole, un’innovazione nel rapporto tributario, prevedendo nuove modalità di interlocuzione costante e preventiva con l’Agenzia delle Entrate, con la possibilità di pervenire a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali. Tale previsione offre l’opportunità di gestire le situazioni di incertezza attraverso un confronto preventivo su elementi di fatto che può ricomprendere anche l’anticipazione del controllo e si presta, pertanto, a prevenire e a risolvere anticipatamente le potenziali controversie fiscali.

L’articolo 6 del decreto prevede diversi effetti di natura premiale per le imprese che intendono aderire al regime quali:

  1. procedura abbreviata di interpello preventivo;
  2. applicazione di sanzioni ridotte alla metà,;
  3. esonero dal presentare garanzie per i rimborsi delle imposte dirette e indirette per tutto il periodo di permanenza nel regime.

Confronto trasparente

Le origini di tale approccio vengono da molto lontano e precisamente dai lavori di OECD Information Note: Tax Compliance and Tax Accounting SystemsApril 2010.

Più avanti il documento afferma che: If a taxpayer is “in control” they should be in a position to detect, document and report any relevant tax risks to the revenue body, provided that specific tax requirements are incorporated into the ICF. These specific tax requirements are sometimes described as a “Tax Control Framework” (TCF), which focuses on the internal control of tax processes. [par. 33]. If the taxpayer is in a position to detect and report any meaningful risk to the revenue body, the role of the revenue body can change to assessing the monitoring system of the taxpayer itself, rather than intrusive Auditing. […] [par. 35]

Il TCF (Tax Control Framework) altro non è che un Sistema di Controllo Interno di secondo livello per la gestione del rischio fiscale; nello specifico, con “sistema di controllo del rischio fiscale” si intende un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Il rischio fiscale, a sua volta, è il rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria ovvero in contrasto con i princìpi o con le finalità dell’ordinamento tributario.

Un salto nel buio

Il TCF è quindi parte del più ampio Sistema di Controllo Interno e può pertanto essere analizzato utilizzando il comune framework di riferimento (COSO – Internal Control – Integrated Framework, 2013); tale impostazione è confermata anche da OECD – Cooperative Compliance: A Framework– From enhanced relationship to cooperative Compliance, 2013 [pag. 58]: The part of the system of internal control that assures the accuracy and completeness of the tax returns and disclosures made by an enterprise is sometimes referred to as the Tax Control Framework.

Dal punto di vista squisitamente metodologico, un Sistema di Controllo Interno di gestione del rischio fiscale va pensato come un qualsiasi altro sistema di gestione del rischio di non conformità; allo stesso modo, la gestione di tale Sistema di Controllo Interno, appunto di secondo livello, va pensata come la gestione di una qualsiasi funzione di Compliance, dedicata però a uno specifico ambito normativo, ovvero quello fiscale. Nei settori vigilati, con particolare riferimento a Banca d’Italia, è oramai pacifica l’esigenza organizzativa di una funzione di Compliance principalmente dedicata alla gestione di un sistema di rilevazione, valutazione dei rischi di mancata conformità alla normativa di settore, nonché alla gestione dei presìdi di controllo a riduzione di tali rischi.

Valutare a monte

La principale differenza rispetto alla gestione fiscale generalmente diffusa, tuttavia, è da rintracciare proprio nella gestione a sistema del rischio fiscale. La fiscalità viene interpretata, anche dagli addetti ai lavori, come un lungo elenco di obblighi e scadenze da rispettare.

La novità del paradigma proprio di un TCF sta proprio nel riposizionamento organizzativo della conformità fiscale: i rischi fiscali possono modificarsi per effetto di interventi del legislatore oppure possono essere generati da nuovi prodotti, da nuovi mercati, da nuove modalità operative. In ogni caso, tali rischi fiscali in ottica di sistema devono essere compresi, valutati e gestiti a monte; e poiché a maggior rischio inerente corrisponde una maggiore esigenza di Controllo Interno, ciò significa anche maggior investimento organizzativo, fatto di persone, di competenze, di procedure, di flussi di informazioni.

Il ruolo dell’IA

Se immaginiamo che tale Sistema di Controllo Interno a gestione del rischio fiscale possa prendere vita, dobbiamo anche pensare al ruolo che la funzione di Internal Audit potrebbe avere nel funzionamento di tale sistema; si tratta pur sempre di un Sistema di Controllo Interno di secondo livello, con i propri obiettivi e i propri risultati e le proprie modalità di funzionamento. La funzione di Internal Audit può analizzare e valutare l’adeguatezza e l’efficacia di tale sistema di controllo con gli stessi strumenti logici con i quali analizza e valuta un qualsiasi altro Sistema di Controllo Interno di secondo livello a gestione del rischio di non conformità.

Nulla osta a che la funzione di Internal Audit, nel suo ruolo di terzo livello, svolga veri e propri incarichi di assurance, a conferma indipendente del buon funzionamento del Sistema di Controllo Interno a gestione del rischio fiscale. In ultimo, per analogia con le soluzioni organizzative già adottate in altri ambiti, si potranno altresì immaginare accordi di servizio tra la funzione di tax Compliance e la funzione di Internal Audit similari agli incarichi di consulenza a servizio della funzione di Compliance o del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ruoli apicali di gestione di Sistemi di Controllo Interno di secondo livello.

Estratto dell'articolo pubblicato su "Internal Audit" rivista dell'AIIA (Associazione Italiana Internal Audit)

Scarica l'articolo completo in PDF

Pubblicata ad aprile indagine condotta in collaborazione fra Confindustria e TIM, #Modello231 https://t.co/KX1Ot5EVMQ
Pubblicato in #gazzettaufficiale disposizioni integrative #CodiceAppalti https://t.co/NQ4C5pUuoh
#BancaItalia avvia procedura chiusura della succursale italiana della #BsiEurope gravi violazioni normativa #antiriciclaggio
#BancaItalia consultazione bozze del quinto aggiornamento #Circolare262 e Provvedimento bilancio intermediari #IFRS https://t.co/4N0aS2bUYN
#GarantePrivacy Guida all'applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali https://t.co/PLO2e3gZl8

Questo sito utilizza i cookie, anche di terzi.

Se non si modificano le impostazioni del browser, gli stessi verranno accettati. Per saperne di piu'

Approvo

Abbiamo 7 visitatori e nessun utente online

Via Domenichino, 19            
20149 Milano
+39 024695687
+39 0243318221