domenica, 25 giugno 2017
  • giovani nei metodi

  • concreti nei risultati

  • leggeri nella forma e nel prezzo

I nuovi oneri per le amministrazioni pubbliche, che vogliono servirsi delle proprie società in house, dettati dalle Linee guida ANAC al fine di realizzare l’Elenco introdotto dall’art. 192 del nuovo Codice degli Appalti

L’ormai datato riconoscimento pretorio della legittimità dell’affidamento diretto alle società in house, da parte delle pubbliche amministrazioni che le controllano, ha risolto solo in parte i dubbi concernenti queste figure la cui natura giuridica è riconosciutamente controversa. Ne basta la definizione giurisprudenziale che definisce le società in house quali articolazioni in senso sostanziale dell’amministrazione pubblica di riferimento, a fugare le perplessità e i problemi che l’introduzione di queste forme di gestione di opere e servizi pubblici ha creato.

La volontà di porre un freno al proliferare di tali società unita alle esigenze di trasparenza, razionalizzazione/riduzione della spesa pubblica e tutela della concorrenza, hanno costretto il legislatore ad intervenire più volte sulle regole poste a presidio del loro utilizzo. Tra le novità introdotte dal D.Lgs 50/2016 di rilevante importanza è quella contenuta all’art. 192 che al comma I dispone l’istituzione dell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house (anche “Elenco”). L’articolo prevede che tale Elenco venga istituito presso l’ANAC ed affida alla stessa Autorità il compito di definire con proprio atto le modalità e i criteri per l’iscrizione. Le “Linee Guida per l’iscrizione nell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house”, sono state approvate dal Consiglio dell’Autorità (con delibera n. 235) il 15 febbraio scorso e i 9 paragrafi che le compongono tratteggiano: oggetto, contenuto, soggetti legittimati a richiedere l’iscrizione, procedimento e requisiti per la presentazione della domanda e le modalità di comunicazione delle variazioni e di cancellazione dall’elenco.

L’iscrizione avviene su espressa richiesta dell’amministrazione pubblica, con modalità telematica, e solo susseguentemente alla verifica, effettuata da ANAC, dell’esistenza di tutti i requisiti. Tenuto conto della complessità dell’accertamento, all’Autorità è concesso un periodo di 90 giorni per compiere tutti i controlli necessari. Nelle more dell’espletamento di tali verifiche propedeutiche all’iscrizione, le amministrazioni che abbiano presentato domanda possono comunque effettuare affidamenti diretti in favore di società in house ma “sotto la propria responsabilità”; viene comunque fatta salva la possibilità di revocare l’affidamento diretto nel caso in cui, all’esito degli accertamenti, la domanda di iscrizione dovesse essere rigettata per carenza dei requisiti prescritti dalla normativa vigente. Urge sottolineare come per l’ente affidante derivi un diverso regime di responsabilità dipendente dal momento in cui l’affidamento è effettuato.

Al fine di garantire l’attualità dell’Elenco, il paragrafo 8 delle Linee Guida predispone la possibilità di effettuare controlli periodici a campione sugli iscritti. All’accertata perdita dei requisiti consegue l’impossibilità per l’amministrazione aggiudicatrice o per ente aggiudicatore di effettuare nuovi affidamenti diretti in favore di organismi in house e la revoca dei contratti già aggiudicati per i quali si procederà con l’affidamento tramite procedure ad evidenza pubblica.

Le presenti Linee guida entreranno in vigore dopo una vacatio di 15 giorni dalla loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; trascorsi 90 giorni da questa data le amministrazioni potranno presentare all’Autorità la domanda di iscrizione nell’Elenco e a far data da tale momento la presentazione della domanda di iscrizione costituità presupposto legittimante l’affidamento in house.

L’adeguamento a tale disposizione è dunque da considerarsi imprescindibile per tutti gli Enti che vogliano continuare ad operare con le proprie società in house e non ricadere nell’obbligo di effettuare una gara pubblica.

Pubblicata ad aprile indagine condotta in collaborazione fra Confindustria e TIM, #Modello231 https://t.co/KX1Ot5EVMQ
Pubblicato in #gazzettaufficiale disposizioni integrative #CodiceAppalti https://t.co/NQ4C5pUuoh
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