venerdì, 18 agosto 2017
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Il decreto legislativo 19 settembre 2012 n. 169 ha introdotto importanti modifiche al decreto antiriciclaggio. Tra le altre all’art. 23 è stato aggiunto il comma 1 bis in virtù del quale i destinatari, qualora non in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica in relazione ai rapporti continuativi già in essere o alle operazioni in corso di realizzazione, sono obbligati a restituire al cliente “i fondi, gli strumenti e le altre disponibilità finanziarie di spettanza, liquidandone il relativo importo tramite bonifico su un conto corrente bancario indicato dal cliente stesso”.

La norma ha destato numerose perplessità operative tanto che a seguito di richieste di chiarimento al Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), quest'ultimo ha disposto la sospensione dell'applicazione del comma 1-bis nell’attesa dell’emanazione di chiarimenti da parte dell’amministrazione.

Con circolare condivisa tra Guardia di Finanza, UIF e Banca D’Italia emanata in data 30 luglio 2013 il MEF si è espresso sulla questione, di seguito si riportano i principali contenuti della circolare.

In primis viene specificato che l’ambito di applicazione della norma si desume da quanto riferito degli articoli 23 1°comma e 22 del Decreto volti a stabilire:

  • un preciso obbligo di astensione, nel caso in cui non sia possibile procedere all’adeguata verifica della clientela per i nuovi rapporti continuativi e per l’effettuazione di prestazioni occasionali;
  • l’utilizzo del primo “contatto utile” con la clientela già acquisita ai fini dell’applicazione della graduazione dei medesimi obblighi.


Alla luce di ciò i destinatari procedono all’attuazione dell’art. 23 comma 1 bis:

  • per le operazioni occasionali in corso di realizzazione, o per i rapporti nuovi non ancora perfezionati, solo nell’ipotesi in cui il destinatario degli obblighi antiriciclaggio abbia ricevuto le disponibilità finanziarie di spettanza del cliente, scoprendo successivamente l’impossibilità di completare l’adeguata verifica.
  • per i rapporti già instaurati, al primo contatto utile, in considerazione della rivalutazione del rischio, nel caso in cui il destinatario accerti di non essere in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica nei confronti dell’intestatario o anche di uno solo dei cointestatari.


Viene ribadito inoltre che il destinatario è chiamato a inoltrare una segnalazione di operazione sospetta sempre a seguito dell’esito di un processo valutativo e che pertanto alla restituzione delle spettanze finanziarie al cliente dovuta all’impossibilità di portare a termine l’adeguata verifica ai sensi dell’art. 23 1-bis, non necessariamente deve conseguire una segnalazione.

La Circolare riferisce in seguito che i destinatari sono tenuti ad aggiornare i questionari utilizzati per l’adeguata verifica della clientela, al fine di informare il cliente in ordine alle conseguenze derivanti dall’impossibilità di completare l’adeguata verifica.
Inoltre prima di restituire le somme il destinatario è tenuto a contattare il cliente e chiedere un’integrazione documentale in un termine ragionevole, il comportamento assunto da quest’ultimo in tale occasione dovrà essere utilizzato nel processo valutativo volto a rilevare se sussistono gli estremi per l’inoltro di una segnalazione sospetta.

Accertata l’impossibilità di effettuare o completare l’adeguata verifica il MEF precisa che il destinatario è tenuto a comunicare per scritto al cliente:

  • l’obbligo di astensione e l’esigenza di ricevere entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione l’indicazione delle coordinate di un conto (anche banco posta) su cui effettuare la restituzione delle spettanze finanziarie del cliente,
  • che in attesa delle coordinate del conto saranno consentite solo le operazioni necessarie all’adempimento di obbligazioni assunte dal cliente;
  • che trascorsi 60 giorni non sarà possibile effettuare alcuna operazione;
  • che nel caso specifico di rapporto di conto corrente dal momento della ricezione della comunicazione dovranno essere restituiti i moduli di assegni pena la segnalazione alla sezione centrale dell’archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari;
  • che disposta l’indicazione del conto, sarà disposta la restituzione delle somme o strumenti di sua spettanza.


Infine il MEF specifica che il conto indicato deve necessariamente essere intestato o cointestato al cliente nei cui confronti si dispone la restituzione delle disponibilità finanziarie; se il destinatario detiene “strumenti finanziari” il cliente potrà indicare anche un conto titoli ai fini della restituzione; se il rapporto in riferimento al quale si dispone la restituzione dei beni è cointestato, il conto su cui ricevere le spettanze dovrà essere individuato di comune accordo dai cointestatari; in caso di mancata comunicazione del conto il destinatario è tenuto a trattenere e versare le disponibilità finanziarie su un conto infruttifero.

I destinatari sono tenuti a conservare informazioni relative alle operazioni di restituzione effettuate presso un altro intermediario in modo che la UIF possa acquisirle. A tal proposito la stessa UIF con apposito Provvedimento del 06.08.2013, cui si rinvia, ha indicato le informazioni che i destinatari sono tenuti ad acquisire e conservare.

In relazione a quanto disposto si osserva che, come specificato dall’art. 2 del provvedimento UIF, la disciplina è indirizzata agli intermediari finanziari di cui agli artt 11, 12, 13 e 14, del decreto antiriciclaggio, tuttavia il MEF, che si è espresso a seguito di una richiesta di chiarimenti presentati dall’ABI, ha fornito linee guida che riguardano principalmente le banche. Sussistono pertanto sempre dubbi interpretativi su come gli intermediari minori dovranno rapportarsi in attuazione di tale previsione. Per esempio nella realtà dei money transfer se a fronte dell’emissione di un ordine di trasferimento si ritenesse di non poter portare a termine la rimessa per insufficienti informazioni sull’adeguata verifica dell’ordinante come poter procedere alla restituzione delle somme nell’ipotesi in cui l’ordinante sia un cittadino extracomunitario irregolare nel territorio nazionale senza la possibilità di aprire un conto corrente bancario?

Link per i 2 Provvedimenti:

http://www.dt.tesoro.it/it/prevenzione_reati_finanziari/

http://www.bancaditalia.it/UIF/Com-pubblico

Pubblicato il Rapporto annuale #UIF 2016 https://t.co/wF8NIjAFYN
Reati presupposto D. Lgs. 231/2001: #approvatoDDL2864 modifica #231/2001, Delitti contro il #patrimonioculturale https://t.co/nQxws9hmXx
Pubblicata ad aprile indagine condotta in collaborazione fra Confindustria e TIM, #Modello231 https://t.co/KX1Ot5EVMQ
Pubblicato in #gazzettaufficiale disposizioni integrative #CodiceAppalti https://t.co/NQ4C5pUuoh

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