venerdì, 18 agosto 2017
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È del 17 dicembre 2013 il Bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari dal quale si apprende che è al vaglio della Commissione Giustizia un nuovo Disegno di Legge con interessanti risvolti sociali.

Il documento presentato, recante "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente e l'azione di risarcimento del danno ambientale, nonché delega al Governo per il coordinamento delle disposizioni riguardanti gli illeciti in materia ambientale", è frutto di una proposta condivisa da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle e potrebbe approdare dinanzi all'Assemblea già in primavera.

Si tratta dell'ennesima proposta di legge avanzata sulla spinta dell'emergenza, volta a rispondere alle situazioni di forte impatto ed allarme sociale che hanno interessato il Paese negli ultimi mesi, quali ad esempio i casi "Ilva" e "Terra dei Fuochi".
Il Disegno di legge esaminato prevede l'introduzione nel codice penale dei delitti di inquinamento ambientale e disastro ambientale. Come anticipato dal primo relatore (Bazoli del PD), si tratta di due reati d'evento, divergenti in base alla gravità del danno prodotto, e della loro versione colposa.

Identica la condotta, a forma libera, purché in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale. Difforme il danno che mentre per il delitto di inquinamento ambientale di cui all'art. 452-bis sarebbe una compromissione o un deterioramento rilevante: 1) delle qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria; 2) dell’ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna selvatica, per il delitto di disastro ambientale dovrebbe giungere all'alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema o l’alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente complessa sotto il profilo tecnico o particolarmente onerosa o conseguibile solo con provvedimenti eccezionali ovvero l’offesa della pubblica incolumità in ragione della rilevanza oggettiva per l’estensione della compromissione ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo.

Sarebbero inoltre introdotte nel codice Rocco delle circostanze aggravanti per i delitti di associazione a delinquere e di associazione di tipo mafioso, nel caso in cui i reati scopo del sodalizio siano reati contro l'ambiente, e una circostanza attenuante, in caso di ravvedimento operoso del reo. Infine, l'art. 452-septies introdurrebbe la confisca obbligatoria del prodotto o del profitto dei citati reati. Le fattispecie in esame dovrebbero trovare collocazione in un nuovo Titolo VI-bis, che verrebbe a collocarsi immediatamente dopo i delitti contro l'incolumità pubblica, ma questo non costituirebbe l'unica innovazione normativa.

Interessanti modifiche coinvolgerebbero infatti anche il D. Lgs. 231/2001, il cui art. 25-undecies sarebbe rivoluzionato dalla previsione tra i reati presupposto di responsabilità amministrativa degli enti i delitti di inquinamento ambientale e disastro ambientale.
Il riformato art. 25-undecies andrebbe a sanzionare la violazione dell’articolo 452-bis con la sanzione pecuniaria da duecentocinquanta a seicento quote e la violazione dell’articolo 452-ter con la sanzione pecuniaria da quattrocento a ottocento quote, prevedendo altresì l'applicazione delle sanzioni interdettive, per una durata non superiore ad un anno nel caso di semplice inquinamento ambientale.

La sanzionabilità dell'ente permarrebbe anche nel caso in cui i due delitti risultassero commessi in forma colposa ex art. 452-quater c.p., pur tuttavia le sanzioni pecuniarie ed interdettive dovrebbero essere ridotte di un terzo.
Finalmente, dunque, risulterebbero attuate le direttive europee già alla base dell'introduzione dei reati ambientali nell'ambito applicativo del D. Lgs. 231/2001 e finalmente sarebbe rispettata la Legge Delega alla base del Decreto e la responsabilità amministrativa non dipenderebbe più esclusivamente da mere infrazioni normative, ma conseguirebbe a veri e propri comportamenti dannosi.

Pubblicato il Rapporto annuale #UIF 2016 https://t.co/wF8NIjAFYN
Reati presupposto D. Lgs. 231/2001: #approvatoDDL2864 modifica #231/2001, Delitti contro il #patrimonioculturale https://t.co/nQxws9hmXx
Pubblicata ad aprile indagine condotta in collaborazione fra Confindustria e TIM, #Modello231 https://t.co/KX1Ot5EVMQ
Pubblicato in #gazzettaufficiale disposizioni integrative #CodiceAppalti https://t.co/NQ4C5pUuoh

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