venerdì, 18 agosto 2017
  • giovani nei metodi

  • concreti nei risultati

  • leggeri nella forma e nel prezzo

L’interpretazione di Banca d’Italia in ordine ai criteri e requisiti da utilizzare per l’identificazione del Titolare Effettivo a un mese dall’entrata in vigore del Provvedimento del 3 Aprile 2013.

L’Allegato 1 del Provvedimento attuativo di Banca d’Italia del 3 aprile 2013 (di seguito Provvedimento - in vigore dal 1°gennaio 2014) contiene le precisazioni applicative in materia di adeguata verifica della clientela, prescrivendo i relativi requisiti e criteri utilizzati per la individuazione del Titolare Effettivo.

In particolare si rileva che per l’identificazione del c.d. “beneficial owner” per gli intermediari destinatari del Provvedimento, nel caso in cui il cliente sia una persona giuridica, il titolare effettivo deve essere individuato nella persona o nelle persone fisiche che risultino avere il possesso o il controllo di una percentuale superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di voto della società cliente.

Viene inoltre precisato che la nozione di controllo deve essere interpretata in senso sistematico, combinando le previsioni di cui all’art 2359 c.c. e quella dell’art. 93 del T.U.F.

Sebbene inizialmente l’interpretazione delle disposizioni in materia di antiriciclaggio abbiano condotto ad una applicazione testuale della normativa sull’ identificazione del titolare effettivo e di conseguenza comportato la mancata individuazione dello stesso ove il controllo effettivo non superasse la soglia del 25%, la stessa Banca d’Italia ha ritenuto di dover rendere noti ulteriori chiarimenti interpretativi in materia.

In particolare è stato precisato che nel caso in cui la sussistenza del controllo di una percentuale sia superiore al 25% del capitale o dei voti, si avrebbe una mera ipotesi di titolarità presunta ex lege. Al di fuori di tale presunzione l’identificazione dovrà invece essere compiuta caso per caso analizzando i profili ed i poteri delle singole persone fisiche.

E’ stato altresì chiarito che la titolarità effettiva, può essere tale , anche ove non sia raggiunta la percentuale prescritta dall’Allegato 1 del Provvedimento dello scorso aprile, purché il soggetto o i soggetti detenga/no in via diretta e/o indiretta la potestà decisionale e di controllo della società cliente.

Banca d’Italia ha inoltre precisato che potranno coesistere anche quattro o più soggetti da poter considerare tutti allo stesso modo titolari effettivi. Questo perché, sebbene non potendo matematicamente detenere una percentuale superiore al 25 %, agli stessi potrebbero comunque essere stati attribuiti di fatto i poteri decisionali e di controllo per la gestione effettiva società.

La verifica dei dati forniti dal cliente, così come evidenziato nelle sezioni IV e V del Protocollo, deve essere compiuta attraverso un obiettivo confronto con quanto desumibile dalla documentazione ricavabile da una “fonte affidabile e indipendente”

Alla luce di quanto premesso, appare ancor più impellente la necessità di perfezionare le modalità di analisi e controllo delle dichiarazioni e della documentazione fornite dalla società cliente, spesso incomplete e come tali inidonee alla corretta individuazione del titolare effettivo, attraverso un metodo che porti al raggiungimento della c.d. “ragionevole rassicurazione”.

I destinatari della normativa antiriciclaggio, a fronte della dichiarazione del cliente inerente l’effettiva titolarità della società, ben potrebbero considerare veritiere le informazioni acquisite e non rilevare la necessità di compiere ulteriori indagini conoscitive. Questo comporterebbe la totale assenza di controllo da parte dell’intermediario, che, basandosi unicamente su elementi tutt’altro che autonomi ed affidabili, si troverebbe a intervenire, con una eventuale segnalazione, solo ove riscontrasse evidenti e rilevanti discostamenti fattuali dalle suddette dichiarazioni.

Nel caso completamente opposto in cui l’intermediario reputasse completamente false le informazioni e le dichiarazioni del cliente, si troverebbe a dover condurre una indagine conoscitiva non soltanto della compagnie societaria, bensì di ogni singolo elemento caratterizzante la stessa, fuorviando probabilmente la percezione della realtà.

A nostro avviso, invece, la modalità di esecuzione delle verifiche inerenti l’individuazione del titolare effettivo devono essere compiute adottando come punto di partenza proprio la dichiarazione fornita dal cliente stesso.

Compito dell’intermediario pertanto, conformemente alle prescrizioni di Banca d’Italia, sarà quello di verificare la veridicità di quanto dichiarato, mediante una attenta analisi delle evidenze, metodologicamente ispirata alle funzioni svolte da un Internal Auditor, volte ad avvalorare la conformità delle dichiarazioni ricevute alla ricostruzione obiettiva ottenuta dalle fonti di informazioni affidabili e indipendenti inerenti la gestione dell’attività della società.

Secondo quanto rilevato, pertanto, la sussistenza di quattro o più soggetti detentori dei poteri decisionali e di controllo non rappresenta un ostacolo alla identificazione del c.d. “beneficial owner, ma tale stato di fatto richiede un approfondimento obiettivo inerente l’effettiva ripartizione dei poteri mediante un’indagine imperniata su fonte affidabili ed indipendenti.

Pubblicato il Rapporto annuale #UIF 2016 https://t.co/wF8NIjAFYN
Reati presupposto D. Lgs. 231/2001: #approvatoDDL2864 modifica #231/2001, Delitti contro il #patrimonioculturale https://t.co/nQxws9hmXx
Pubblicata ad aprile indagine condotta in collaborazione fra Confindustria e TIM, #Modello231 https://t.co/KX1Ot5EVMQ
Pubblicato in #gazzettaufficiale disposizioni integrative #CodiceAppalti https://t.co/NQ4C5pUuoh

Questo sito utilizza i cookie, anche di terzi.

Se non si modificano le impostazioni del browser, gli stessi verranno accettati. Per saperne di piu'

Approvo

Abbiamo 23 visitatori e nessun utente online

Via Domenichino, 19            
20149 Milano
+39 024695687
+39 0243318221