mercoledì, 18 ottobre 2017
  • giovani nei metodi

  • concreti nei risultati

  • leggeri nella forma e nel prezzo

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del  DECRETO 20 febbraio 2014, n. 57 si completano i tasselli per il concreto funzionamento del rating di legalità, ai sensi dell'articolo 5-ter, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.

Se il Regolamento per l’attribuzione del rating di legalità aveva infine permesso a novembre del 2012 di attivare il procedimento di richiesta del rating, ad oggi soltanto poco più di cento imprese ne hanno fatto richiesta e hanno ottenuto il rating stesso. Ciò è ben comprensibile, poiché appunto mancava il Regolamento di attuazione dei principali benefici che derivano dal possesso del rating di legalità, ovvero le modalità in base alle quali si tiene conto del rating stesso ai fini della concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni e di accesso al credito bancario.

Così, in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni – e quindi, stante il rinvio all’art. 7, comma 1, del D. Lgs. 123/1998, a tutti gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive, ivi compresi gli incentivi, i contributi, le agevolazioni, le sovvenzioni e i benefici di qualsiasi genere, di  seguito denominati "interventi", concessi da amministrazioni pubbliche, per esempio sotto forma di credito d'imposta, bonus fiscale, concessione di  garanzia, contributo in conto capitale, contributo in conto interessi, finanziamento agevolato – i provvedimenti della pubblica amministrazione dovranno quindi tenere conto, nel caso di possesso del rating di legalità, di almeno uno dei seguenti sistemi di premialità delle imprese in possesso del rating di legalità: a) preferenza in graduatoria; b) attribuzione di punteggio aggiuntivo; c) riserva di quota delle risorse finanziarie allocate. Il tutto con relativa calma, poiché ovviamente dobbiamo attendere almeno altri centoventi giorni per un completo adeguamento delle procedure della pubblica amministrazione. Per inciso, anche il Regolamento avrebbe dovuto essere emanato entro novanta giorni da fine gennaio 2012.

In sede di accesso al credito bancario, il Regolamento non impone tassativamente, bensì detta principi che rappresentano al più delle linee guida: così, le banche dovranno tenere conto della presenza del rating di legalità attribuito alla impresa nel processo di istruttoria ai fini di una riduzione dei tempi e dei costi per la concessione di finanziamenti; dovranno definire e formalizzare procedure interne per disciplinare l'utilizzo del rating di legalità e i suoi riflessi su tempi e sui costi delle istruttorie; dovranno considerare il rating di legalità  tra le variabili utilizzate per la valutazione di accesso al credito dell'impresa e ne dovranno tenere conto nella determinazione delle condizioni economiche di erogazione, ove ne riscontrino la rilevanza rispetto all'andamento del rapporto creditizio. L’inciso “ove ne riscontrino la rilevanza” non sembra certamente di buon auspicio per le imprese, in termini di modifica reale delle condizioni economiche del credito derivanti dal rating di legalità. Banca d'Italia, però, vigilerà sull'osservanza da parte delle banche delle disposizioni previste.

L’unico aspetto di reale impegno aggiuntivo – a nostro parere non sufficiente a rendere il dovuto merito al rating di legalità nell’accesso al credito bancario – è relativo all’obbligo per le banche di trasmettere annualmente alla Banca d'Italia, entro il 30 aprile, una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non abbia influito sui tempi e sui costi di istruttoria – e fino a qui pare più una questione di efficienza interna per le banche stesse – o sulle condizioni economiche di erogazione, illustrandone le ragioni sottostanti. Ciascuna banca fornisce adeguata pubblicità alla relazione attraverso il proprio sito internet.

Presentazione e-learning: https://t.co/7bZzKrpblq tramite @YouTube
Pubblicato il Rapporto annuale #UIF 2016 https://t.co/wF8NIjAFYN
Reati presupposto D. Lgs. 231/2001: #approvatoDDL2864 modifica #231/2001, Delitti contro il #patrimonioculturale https://t.co/nQxws9hmXx

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