Esperienze: come ci vedono le nostre “new entry”

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In operàri teniamo molto ai feedback del team. Sui feedback costruiamo questa società giorno dopo giorno. Così abbiamo chiesto alle “new entry” della nostra squadra di scrivere un contributo su come si sentono, come percepiscono il loro personale “stare in operàri“. Ecco i due contributi di Luca Vaccaro e Anastasie Musumary.

Finalmente ci (ri)vediamo!
La mia esperienza in operàri inizia nel mese di giugno, nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria. Apparentemente non le migliori condizioni per approcciarsi ad un nuovo percorso. Con il passare del tempo però ho avuto modo di osservare che la coesione e la volontà di fare gruppo superavano le distanze e le limitazioni imposte da ciò che stava accadendo nel mondo.
L’inizio dell’esperienza è stata contraddistinta dallo smartworking, modalità che non avevo mai sperimentato, facendomi una idea di quelli che per me fossero i pro ed i contro. Sono stato messo nelle condizioni di poter apprendere nel migliori dei modi e mi ha indirizzato verso una iniziale crescita professionale oltre che umana.

Grazie ad #operàri ho imparato che il capitale umano è uno dei più preziosi.

Ieri dopo tanti mesi ci siamo incontrati tutti quanti “in presenza”: è stata tanta la felicità di poter condividere finalmente momenti di unione e scambiare uno sguardo o un sorriso con i colleghi, sono entusiasta di essere parte attiva di questo team.

Luca Vaccaro

 

La mia esperienza in operàri

La mia esperienza in operàri è iniziata nel periodo del Lockdown, dove i contatti umani erano limitati, l’unico modo per interagire con i colleghi e i referenti era attraverso lo schermo del computer. Inizialmente è stato difficile imparare un nuovo lavoro senza osservare dal vivo e assorbire l’esperienza di chi fa questo mestiere da tanto tempo.

Nonostante ciò in operàri non vieni mai lasciato solo, mi sono sentita parte della squadra fin da subito e non solo una semplice stagista.

Il lavoro è dinamico ogni giorno si impara qualcosa di nuovo, vengono valorizzate le caratteristiche personali e culturali di ciascuno e vengono colmate le lacune per non lasciare indietro nessuno. Ho imparato che bisogna stare al passo, migliorarsi ed essere sempre sul pezzo e mai dare per scontato nulla, sia dal punto di vista lavorativo sia nell’approccio con i colleghi.
operàri è una scuola di vita, ti insegna a stare al mondo e a vivere nel mondo.

Anastasie Musumary

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