Tre buone ragioni per la nostra sostenibilità

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L’altro giorno abbiamo ricevuto ufficiale conferma della nostra adesione al UN Global Compact, in qualità di Partecipanti (trovate tutte le informazioni sul sito direttamente sul sito del UN Global Compact). Siamo emozionati, perché ciò rappresenta l’inizio di un percorso che ufficialmente riempie di significato importante il nostro modo di fare impresa e di fare consulenza.
Siamo ancora più emozionati perché, in qualità di Partecipanti al UN Global Compact, intraprendiamo il nostro percorso affiancando gli altri cinquanta enti o società circa che avevano precedentemente aderito in qualità di Partecipanti nel nostro paese.

Il UN Global Compact è l’iniziativa strategica di cittadinanza d’impresa più ampia al mondo.
In senso ampio, il UN Global Compact è un’iniziativa volontaria di adesione a un insieme di principi che promuovono i valori della sostenibilità nel lungo periodo attraverso azioni politiche, pratiche aziendali, comportamenti sociali e civili che siano responsabili e tengano conto anche delle future generazioni; un impegno, siglato con le Nazioni Unite dai CEO delle aziende partecipanti, a contribuire a una nuova fase della globalizzazione caratterizzata da sostenibilità, cooperazione internazionale e partnership in una prospettiva multi-stakeholder.

Ci sono tre ragioni per le quali abbiamo intrapreso questo percorso.
In primo luogo, vogliamo essere orgogliosi del nostro lavoro.
Da sempre facciamo consulenza orientata ad analizzare, valutare e migliorare le buone pratiche di governo societario, attraverso adeguati processi di gestione dei rischi e di controllo interno. Non solo. Siamo riconosciuti come validi interlocutori nello sviluppo e nella valutazione dei sistemi anti-corruzione e, più in generale, dei sistemi organizzativi a presidio della legalità nelle attività imprenditoriali.
Sappiamo bene che talvolta ciò che viene letto per prima in una nostra proposta sta in basso a destra. E non è testo, bensì è un numero espresso in euro. Noi andiamo avanti a schiena dritta e testa alta, perché il buon governo delle imprese contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo di sostenibilità 16 promosso da UN nell’Agenda 2030.

In secondo luogo, come imprenditori abbiamo l’obbligo morale di lasciare un’impronta che sopravviva a noi stessi.
E se questa impronta in passato è stata semplicemente associata, dal punto di vista simbolico, alla notorietà del marchio e, dal punto di vista giuridico, al mero passaggio generazionale, ecco che ciò oggi non basta più e non è anzi ciò che vogliamo. Come imprenditori, noi vogliamo creare e gestire imprese che sappiano guidare il cambiamento nelle modalità organizzative, per esempio nella cura e nell’attenzione verso le persone che ci lavorano, e che siano di ispirazione per i nostri clienti.

Certo, è una goccia nel mare. Ma l’oceano, in effetti, è fatto di acqua.

In ultimo, gli obiettivi devono essere noti, pubblici e verificabili.
Aderire al UN Global Compact ci espone imprenditorialmente allo scrutinio di tutti. Questo semplice gesto porta con sé conseguenze importanti. Ci educa nella identificazione e valutazione periodica degli
obiettivi di sostenibilità che vogliamo raggiungere; ci guida nelle azioni che dobbiamo mettere in atto; ci obbliga a misurare ciò che facciamo di periodo in periodo.
Impegnativo, ma entusiasmante.

E ci fa intraprendere questo percorso insieme a tante altri enti e società, in Italia e nel mondo, perché la collaborazione e l’interdipendenza sono essenziali.

Nessuno, infatti, è un’isola e noi – lo ripetiamo sempre – vogliamo costruire ponti.

Vittorio Gennaro

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